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Il MLAC di Salerno verso il I maggio 2026: una veglia di preghiera per il lavoro dignitoso

SALERNO – Si terrà mercoledì 29 aprile la Veglia di preghiera per il I Maggio, incentrata sul tema “Un lavoro dignitoso per custodire il creato e coltivare la pace”. Tutto pronto anche quest’anno per rinnovare l’importante evento promosso ed organizzato dal Movimento Lavoratori di Azione Cattolica (MLAC) dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, in sintonia col resto d’Italia. L’invito rimbalza di parrocchia in parrocchia, interpellando innanzitutto i laici cattolici, non senza disporsi ad accogliere tutti coloro che intendano liberamente unirsi nella preghiera, per condividere meditazioni e riflessioni sul tema proposto. Appuntamento alle ore 20.30 presso la Chiesa del Gesù Risorto.
Interverranno Maria Vittoria Lanzara (Presidente diocesana di AC), Orazio Brogna (Segretario diocesano MLAC), Don Marco Russo (Assistente diocesano MLAC). A fare gli onori di casa sarà Daniela Novi, in qualità di delegata parrocchiale per il MLAC.
Il tema annuale ripropone una traccia cara al MLAC, quella della dignità del lavoro e di tutti i lavoratori. Il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica quest’anno parte dal presupposto che il lavoro incida profondamente anche sulla cura del Creato e determini peraltro le condizioni del mantenimento o del ripristino della pace su scala locale e mondiale.
Ci si ritroverà, dunque, in Viale Wagner nel Rione Arbostella a pregare per il lavoro, con i lavoratori, con chi tra questi l’ha perso e con chi ancora lo cerca. Lo si farà accogliendo una piccola importante novità: se il lavoro è espressione della dignità umana e questa trova la sua naturale dimensione in un “Creato-in-Pace”, insieme alla testimonianza di San Giuseppe di Nazareth sarà utile quest’anno far echeggiare anche quella di San Francesco d’Assisi, in occasione dell’800^ anniversario della sua morte. Due uomini, due testimoni di una stessa fede riposta nel Dio che crea ed ama, nel Dio che ricompone il mondo nelle sue infinitesime parti ed incessantemente opera per conciliarle.
E’ oltretutto un legame diretto, quello tra pace e creazione, più volte argomentato nell’alto magistero dei pontefici, da Paolo VI a Leone XIV, per evidenziare quanto l’abuso disordinato delle risorse naturali incida non solo sul degrado ambientale, ma anche sulla qualità della vita umana, esponendola ai rischi della precarietà e dell’insicurezza.
Come dimenticare il monito di Papa Francesco a considerare la realtà come un “tutto connesso”, per cogliere il funzionamento dei sistemi naturali nel confronto diretto con il funzionamento dei sistemi sociali? Lo scenario di crisi per la cui risoluzione il MLAC invita a pregare non è infatti che una complessa congiuntura socio-ambientale che allarma tutti, per ridare dignità ai lavoratori esclusi e prendersi cura della natura. La pace germoglierà nel Creato se ogni giorno potrà essere custodito con il lavoro dignitoso di uomini e donne libere.

(g.f.)

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