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Referendum al voto…. per partecipare attivamente alla democrazia

Avv. Marcello Capasso

Uno dei modi in cui il cittadino esprime il proprio parere su questioni diverse d’interesse pubblico è il referendum.
Quando si promuove il referendum abrogativo si registra da un lato la partecipazione iniziale di chi assume l’iniziativa, perché interessato alla legge da abrogare; per farlo ha necessità di raccogliere almeno 500.000 firme. Dall’altro lato, si registra il disinteresse di chi non è interessato all’argomento o materia oggetto del referendum, per cui non s’impegna affinché il referendum abbia luogo.
Una volta raccolte le firme da parte dei promotori e superato il giudizio di ammissibilità e legittimità reso dalla della Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale, si mette in moto la macchina promozionale sui contenuti dell’iniziativa, sicché sarebbe opportuno confrontarsi sull’argomento del referendum, per discuterne e dare risalto sui mass-media, evitando di lanciare messaggi con cui si invitano i cittadini a disertare le urne.
Secondo Gustavo Zagrebelsky, tra i più autorevoli costituzionalisti italiani dei nostri tempi, chi fa questo tipo di invito non viola la Costituzione, ma compie comunque una cattiva azione, perché si avvantaggia della massa di disinteressati, di quelle tante persone che da anni non va a votare, indifferente a qualsiasi materia.
Ed allora: si discuta, ci si confronti nel merito e non si deleghi tutto ai parlamentari o al Governo
A livello nazionale, dal canto suo, l’Azione Cattolica Italiana sta partecipando al dibattito referendario, sta invitando i soci a documentarsi sugli argomenti, sta mettendo in risalto che il referendum abrogativo rappresenta il più incisivo strumento di partecipazione diretta nell’ordinamento costituzionale italiano, come ci ricorda l’art. 75 della Costituzione.
Un sistema come il nostro in cui alle elezioni politiche le liste sono bloccate ed il voto è condizionato al posto occupato dai candidati nella propria lista, il cittadino ha meno spazio per esprimere la propria opinione in merito al rappresentante da mandare al massimo organo di democrazia, ossia il Parlamento.
Sta a noi cogliere le opportunità di partecipazione. Documentiamoci e partecipiamo attivamente alla discussione, al confronto pubblico ed alla tornata referendaria.

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