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Questione rifiuti a Battipaglia, Capasso (CS): “Tante le domande senza risposta. Occorre una nuova progettualità.”


Il territorio di Battipaglia ha bruciato più volte negli ultimi anni; gli incendi hanno riguardato soprattutto siti privati di stoccaggio della spazzatura.
È bene chiedersi: cosa è stato fatto per assicurare alla giustizia i colpevoli degli incendi dolosi o colposi? Quanti piromani sono stati individuati? A cosa hanno portato le indagini? Quanti processi sono o saranno celebrati nel Tribunale di Salerno per accertare e verificare le responsabilità di chi attenta alla salubrità dell’ambiente ed alla vita della gente?
La comunità di Battipaglia ha bisogno di comprendere chi vuole la sua distruzione; ha bisogno di capire chi, in modo scientifico e consapevole, appicca il fuoco agli impianti di smaltimento dei rifiuti.
Non abbiamo dimenticato: l’incendio dei siti di stoccaggio della plastica e quello della fabbrica degli pneumatici sono stati davvero terrificanti. Nuvole nere si sono viste a distanza di chilometri, l’aria era irrespirabile… Quante conseguenze negative hanno avuto le colture della piana del Sele?
Ebbene, ci chiediamo: qual è stata la risposta delle forze dell’ordine e della magistratura?
La cittadinanza è scesa in piazza, oltre seimila persone il 6 dicembre 2019 hanno invaso in modo pacifico le strade cittadine per chiedere una nuova politica ambientale, le bonifiche delle tante discariche in località Casteluccio, la fine dei miasmi e di ogni cattivo odore legato alla gestione pubblica e privata della spazzatura.
Bambini, giovani, adulti ed anziani, uniti per sollecitare la politica e la magistratura nella ricerca delle migliori soluzioni per porre fine ai problemi ambientali della città.
La manifestazione del 2019 è stata un’iniziativa lodevole; nessuno ha il diritto di ironizzare o di dire – come ahimè è stato a suo tempo insinuato – che i partecipanti erano manipolati dagli organizzatori.
La città di Battipaglia ha dimostrato di avere una coscienza ambientale da fare invidia a tante altre comunità. La classe politica, amministrativa ed industriale deve tener conto di quello che la gente in quel grigio venerdì 6 dicembre ha chiesto.
Tante le questioni irrisolte, tanti i dubbi, ma a distanza di anni dalla prima discarica del Castellucci non è dato sapere cosa ci ha guadagnato Battipaglia. E con lo Stir?
Non mi sembra che in cambio delle discariche o dei tanti siti di stoccaggio siano migliorate le arterie stradali; non mi pare che ci sia stato un vantaggio economico relativamente alla tassazione dei rifiuti. Non sono peraltro iniziate le bonifiche delle discariche. Non c’è stato infine un significativo aumento occupazionale.
Ed allora ancora oggi forte è il grido che si eleva per chiedere alle amministrazioni di tutti i livelli, alla magistratura, alle forze dell’ordine ed ai vertici industriali di fare chiarezza sulla questione dei rifiuti a Battipaglia, di individuare i responsabili degli incendi dolosi o colposi, di mettere in campo un nuovo progetto di sviluppo che rispetti l’ambiente e la vita delle persone. La questione ambientale è ancora aperta. (Avv. Marcello Capasso – Coordinatore CS)

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