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Persone disabili, famiglie e servizi: l’Unitalsi di Salerno rilancia la frontiera del ‘Dopo di noi’


SALERNO – L’attenzione alla vita delle persone con disabilità non può dipendere soltanto dalle condizioni di assistenza garantite dai genitori. Se è naturale che la vita dei genitori termini prima di quella dei figli, se questi non sono autonomi è giusto che l’attenzione nei loro confronti cessi col venir meno dei genitori?
Nell’intento fondamentale di coniugare il rilievo dei bisogni e l’istanza di giustizia, l’Unitalsi ha organizzato un momento di riflessione sul tema del “Dopo di noi”, attraverso analisi e proposte incentrate sulle esigenze delle persone con disabilità. La traccia è importante: “Dopo di noi. Comunicare le necessità, realizzare i progetti”
E tanto basta per comprendere che non è solo un tema ma, diciamolo subito, soprattutto una frontiera da presidiare.
È atteso per martedì 21 febbraio. Appuntamento alle ore 9.30 nel Salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile,
A fronte del cambio socio-culturale che sta investendo anche la sfera dei bisogni speciali, ci si ritrova per meditare la risposta giusta, dal punto di vista giuridico, organizzativo e istituzionale. C’è, infatti, da rilevare le necessità ma anche da organizzare progetti.
Ci si propone di affrontare in primis il problema del cosiddetto “Dopo di noi”, ossia l’insieme dei servizi e delle attività, dei ruoli e delle funzioni attraverso cui provvedere alle persone con disabilità dopo la morte dei genitori.
Ma il confronto salernitano darà occasione di elaborare anche il tema del “Durante noi” e quindi il supporto da garantire nel corso della vita dei genitori stessi.
Ad introdurre i lavori ci sarà S.E. Mons. Andrea Bellandi. Interverranno Cosimo Cilli (vicepresidente nazionale Unitalsi); l’avv. Giuseppe Brandi (autore ‘Codice ragionato ed essenziale della Riforma del Terzo Settore’); la dott.ssa Paola De Roberto (assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno). A moderare sarà Clemente Ultimo, giornalista. (g.f.)

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