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Migranti accolti a casa nostra: la testimonianza di Nicoletta


SALERNO – Si terrà lunedì 17 giugno l’incontro con Nicoletta Ferrara, la maestra di scuola primaria di Treviso che da quattro anni ha aperto la porta di casa ai migranti. Non a parole, ma con i fatti.
Dieci vite in una sola casa, anzi dodici se si contano la stessa Nicoletta ed il marito Antonio.
Una testimonianza eccezionalmente normale, se si parte dalla premessa evangelica dell’accoglienza incondizionata. Com’è è stato possibile? Ce ne parlerà Nicoletta.
Appuntamento alle ore 19.30 presso i Missionari Saveriani in via Fra G. Acquaviva nel Rione Petrosino.
Era il mese di giugno del 2015: Nicoletta ed Antonio Calò decisero di accogliere in casa, insieme ai 4 figli, ben 6 ragazzi africani migranti. Una scelta in contro-tendenza che probabilmente non ha rubato la prima pagina alle urla razziste degli ultimi anni. Eppure, Nicoletta ed Antonio sono stati premiati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal Parlamento europeo. C’è di più: la loro storia è stata documentata anche in un libro dell’Emi (Editrice Missionaria Italiana) con il titolo “A casa nostra”. È questo il tema dell’incontro atteso dai Saveriani per lunedì 17 giugno. In tempi di “cattivismo anti-migranti”, il caso di Treviso fa riflettere, nella speranza che non resti – magari riproponibile anche in dimensioni diverse – un caso isolato. La parola di Papa Francesco non è rimasta una parola. Altro che “aiutiamoli a casa loro!” (g.f.)

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