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Regione Campania

Architettura e paesaggio rurale in Campania: oltre 72 milioni di euro per restaurare mulini, frantoi, stalle, fontane, fienili, ponti e cappelle

NAPOLI – Proteggere e valorizzare l’architettura e il paesaggio rurale. Chi ha idee per farlo, può aderire al bando di finanziamento relativo alla relativa misura del PNRR. Parliamo dell’Avviso pubblico approvato con Decreto Dirigenziale n. 36 del 14/04/2022 dell’Arch. Alberto Romeo Gentile, Dirigente della Direzione Generale regionale n. 9 per il governo del territorio.
In particolare, il bando invita a presentare proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale da finanziare nell’ambito del PNRR (Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Component 3 –
Cultura 4.0 (M1C3), Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.2: “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale” finanziato dall’Unione europea Next-generation EU).
L’Avviso – detto ancora più chiaramente – punta “a dare impulso ad un vasto e sistematico processo di conservazione e valorizzazione di una articolata gamma di edifici storici rurali e di tutela del paesaggio rurale, in linea con gli obiettivi di tutela del patrimonio culturale e degli elementi caratteristici dei paesaggi rurali storici e di sostegno ai processi di sviluppo locale.”
I mezzi finanziari per realizzare li dà la Regione Campania, che li ha ricevuti dal Governo italiano, dunque dall’Unione Europea.
Si pensi che le risorse assegnate alla Campania sono pari a € 72.414.155,23 su un totale di € 283.200.000,00 destinati al Mezzogiorno.
Quello giunto in Campania è tra i finanziamenti più alti per il Sud, dopo la Sicilia con i suoi € 76.582.722,60 e prima della Puglia con i suoi € 56.263.724,77.
È ancora l’art. 1 dell’Avviso a fare chiarezza. Si parte da una constatazione: “Molti edifici rurali, originariamente destinati a scopi abitativi (es: casali, masserie, …), produttivi (es: case coloniche, stalle, mulini, frantoi, …), religiosi (chiese rurali, edicole votive, …), didattici
(scuole rurali, masserie didattiche, …) e strutture agricole, hanno subito un progressivo
processo di abbandono, degrado e alterazioni che ne ha compromesso le caratteristiche
tipologiche e costruttive e il loro rapporto con gli spazi circostanti.”

Per la protezione del paesaggio, ma anche per recuperare strutture a vantaggio delle popolazioni locali. È evidente la sottesa finalità sociale, invero ben esplicitata e di grande rilevanza:” L’intervento mira a migliorare la qualità paesaggistica del territorio nazionale e favorire il trasferimento di buone pratiche, nonché l’implementazione di soluzioni innovative anche tecnologiche per migliorare l’accessibilità per persone con disabilità fisica e sensoriale.”
Gli interventi per la Campania finanziabili sono in tutto 483, come definiti nell’art. 2 del Bando. E cioè quelli destinati alle tipologie di architettura rurale che “sono individuabili negli edifici ed insediamenti storici che siano testimonianze significative della storia delle popolazioni e delle comunità rurali, delle rispettive economie agricole tradizionali, dell’evoluzione del paesaggio.” Dunque: mulini ad acqua o a vento, frantoi, fienili, ricoveri, stalle, essicatoi, forni, pozzi, recinzioni e sistemi di contenimento dei terrazzamenti, sistemi idraulici, fontane, abbeveratoi, ponti. Ma anche: cappelle ed edicole votive.
È però il contesto a fare la differenza. È difatti scritto che “non sono ammissibili le operazioni riguardanti beni localizzati nei centri abitati.”
Va chiarito che il contributo concesso va da un minimo di 30.000 euro fino ad un massimo di 150.000,00 euro come forma di cofinanziamento per un’aliquota del 80%.
Per richiedere chiarimenti e informazioni fare riferimento al seguente indirizzo PEC: quesitiarchrur@regione.campania.it
C’è tempo fino al 20 maggio 2022 per presentare le domande, firmate digitalmente. Va fatto collegandosi al portale: https://portale-paesaggirurali.cdp.it/
Ma chi può presentare domanda? Lo precisa l’art. 4 del Bando: “Possono presentare domanda di finanziamento persone fisiche e soggetti privati profit e non profit, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, enti del terzo settore e altre associazioni, fondazioni, cooperative, imprese in forma individuale o societaria, che siano proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili appartenenti al patrimonio culturale rurale, attestante l’autorizzazione del proprietario all’esecuzione dell’intervento oggetto di domanda di finanziamento.” (g.f.)

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