Modulo invio messaggio

Industria

Tra area di crisi e sviluppo urbano: 15 milioni di euro per l’industria locale

BATTIPAGLIA – Lo sviluppo industriale battipagliese torna al centro del dibattito politico: il polo produttivo della città, seppur inserito nell’elenco dei comuni campani assemblati nelle cosiddette “aree di crisi”, si vede come abbandonato in un vicolo cieco. S’invocano fondi. Il Comune è risultato nel frattempo destinatario di cospicui fondi per la tanto agognata ripartenza economica. È denaro afferente al Pics, cioè al ‘Programma integrato città sostenibile’ definito nell’asse X del Programma operativo regionale (Por), che fa leva sul Fondo europeo di sviluppo (Fesr) per la Campania, almeno fino al 2020.
Mentre i gruppi politici in Consiglio comunale s’accordano e ‘arrovellano’ in drammatica fisarmonica di strali e polemiche, prosegue l’iter amministrativo con cui gli Enti locali in flebile concertazione tentano di arginare la chiusura di tanti plessi aziendali e la relativa contrazione occupazionale.
Ed ammontano intanto a circa 15 milioni di euro i fondi da investire per riqualificare l’area urbana, sulla base di un piano pluriennale che, con micro-azioni d’incentivo ai privati, potenzi anche l’attrattività del tessuto imprenditoriale locale.
È nell’area industriale che continuano a concentrarsi i drammi della città: il recente fallimento di tante realtà aziendali locali e l’evidente calo occupazionale hanno di certo contribuito a parametrare l’intervento regionale sulle aree di crisi, al fine di dare rimedio – ed era ora – con strategie di riposizionamento dei centri produttivi, pur dopo circa sedici mesi dall’inserimento nell’elenco delle aree industriali.
Dal 4 aprile scorso le aziende interessate hanno potuto avanzare i loro progetti per configurare nuovi insediamenti in zona.
Soddisfazione fu presto espressa dall’Amministrazione comunale guidata da Cecilia Francese, che sin dalle prime settimane d’insediamento municipale chiese la presa d’atto della Regione Campania, per rivendicare ora una mediazione politica felicemente avviata ai tavoli regionali, dopo la conferma dei nuovi finanziamenti:
dei 286 milioni di euro stanziati a Battipaglia ne andranno 15 milioni.
Tuttavia, le agitazioni sindacali in atto presso alcuni stabilimenti locali per le prospettive di mobilità coatta ben dicono lo stato di fibrillazione in cui ancora versa la zona industriale. L’assenza di un vero piano di gestione dell’area industriale continua oltretutto a gravare sullo scenario da quando il Comune di Battipaglia decise nel 2011 di recedere dal Consorzio ASI.
Si consideri che quello di Battipaglia è oggi l’unico comune della provincia salernitana a rientrare nel repertorio regionale delle aree di crisi, episodio che emerge in tutta singolarità tra i vari ‘focolai’ di crisi, dall’area di Airola, nel Beneventano, al polo napoletano con Torre Annunziata fino a quello avellinese capeggiato da Solofra. (g. f.)

Lascia un commento

error: Il contenuto è protetto