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Legambiente al GFF 2019: l’impegno di Fontana contro l’ecomafia

GIFFONI VALLE PIANA – Tra l’ambiente e la legalità il passo è breve: se il primo è un bene da tutelare, la seconda è la via maestra per farlo. Parola di Legambiente, la più grande ed importante associazione ambientalista italiana che è di casa al Giffoni Film Festival. Lo è da sempre, lo è anche quest’anno per dire che la difesa del territorio, al di là delle buone intenzioni personali, deve strutturarsi in un contrasto collettivo all’ecomafia. Del resto, è stato il patron Claudio Gubitosi a volere che, di anno in anno, ad orientare le attività dei juriors fossero temi ambientali. Per la 49′ edizione – è ormai noto – il tema è l’aria. Ed è un orientamento formativo di cui i bambini, i ragazzi ed i giovani hanno bisogno, oggi affidato ad un testimone credibile dell’impegno ambientalista.
Nella sesta giornata del festival interviene direttamente Enrico Fontana, responsabile nazionale dell’ufficio Economia civile per incontrare i giovani giffoniers nella Masterclass Connect & Eco sul tema “I rifiuti, dall’economia circolare all’ecomafia: come scegliere la strada giusta.”
Romano, classe 1958, Fontana è da più di trent’anni giornalista professionista: la penna per lui è sempre stata uno strumento per denunciare i misfatti ambientali ed esprimere un impegno civile costante. Ha lavorato nei quotidiani “Paese Sera” e “La Stampa” e per “L’Espresso”. Già direttore del mensile di Legambiente “La Nuova Ecologia” e condirettore del quotidiano “Terra”, direttore del quotidiano on line paesesera.it e del mensile “Nuovo Paese Sera”.
Per dieci anni, dal 1994 al 2005, ha fatto parte della segreteria nazionale di Legambiente, a capo dell’Osservatorio nazionale “Ambiente e Legalità”: ha curato in persona il “Rapporto Ecomafia”.
Dicevamo del ‘passo breve’ tra l’ambiente e la legalità. Non a caso, agli inizi degli anni 2000, Fontana è stato vicepresidente dell’associazione Libera: ha monitorato le analisi sul recupero sociale dei beni confiscati alle mafie e ha coordinato il fortunato progetto “Libera Terra”. Dopo circa dieci anni, dal 2011 al 2015, è stato presidente del Consorzio “Libera Terra Mediterraneo”, che coordina cooperative sociali per la gestione di terreni e beni confiscati alle mafie. Dal 2013 al 2015 è stato coordinatore nazionale di Libera. Oggi Fontana è membro della segreteria nazionale di Legambiente, con l’incarico di responsabile di Economia civile. Ha pubblicato vari libri, tra i quali ricordiamo l’ultimo scritto con Antonio Cianciullo: “Dark economy, la mafia dei veleni” (2012). (g.f.)

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