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Cosa arriverà a Natale?



Per i cristiani il Natale è il giorno della nascita di Gesù, Dio che si fa Uomo e viene a condividere la sua condizione, eccetto il peccato. I cristiani si preparano al Santo Natale con l’avvento, tempo nel quale camminano con Giovanni Battista, Maria e Giuseppe per accogliere Gesù; cercano di vivere i suoi insegnamenti, amare di più gli altri, essere vicini alle esigenze dei poveri, dei sofferenti, degli ultimi.
Una domanda nasce spontanea come diceva il buon Lubrano… I cristiani accolgono Gesù e sono diffidenti verso i profughi?
Gesù è stato un pellegrino, non è stato accolto; con la sua sacra famiglia è dovuto fuggire in Egitto, è scampato ad Erode ed al suo censimento.
Oggi gli ultimi sono rappresentati da italiani che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, da famiglie disgregate, da anziani soli, da adulti che sono usciti dal mondo del lavoro e fanno difficoltà a rientrarvi, da giovani disoccupati e profughi che fuggono le guerre e le carestie. Cosa si fa?
Il cristiano ama ed aiuta, si rimbocca le mani e cerca le migliori ed oneste sinergie per regalare sollievo ai sofferenti di ogni razza, popolo, sesso, religione e condizione sociale.
Il cristiano si preoccupa del mondo in cui vive, della società in cui ha deciso di porre la sua dimora, del quartiere che frequenta, della comunità religiosa in cui spende i suoi talenti.
Egli cerca di collaborare con tutti gli uomini di buona volontà per rendere la città più bella ed accogliente, non si abbatte se qualcosa non funziona, non sale sul pulpito delle prediche senza costrutto, non utilizza i social media per lanciare anatemi o invettive. Costruisce ponti tra persone, popoli diversi e spera sempre nell’arcobaleno dopo la tempesta.
Ed allora: cosa arriverà a Natale?
Più luci in mezzo alle strade? E come si conciliano le luci con lo spreco di energia elettrica e con l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco?
Più occupazione per tutti o reddito di cittadinanza per i meno abbienti? E se arrivassero tutti e due insieme? perché è il lavoro a nobilitare l’uomo; perché è il lavoro che fa crescere un popolo.
Più civiltà? E se arrivassero dei cittadini modello, in stile svizzero o scandinavo, che non lasciano rifiuti per strada, che rimuovono le deiezioni canine, che non parcheggiano sugli scivoli e sulle strisce pedonali, che utilizzano poco l’autovettura, che non sporcano i muri dei fabbricati, che si preoccupano di uno spazio verde, che aiutano l’amministrazione a rendere la città più vivibile?
Con l’impegno e con la passione si possono migliorare i luoghi che viviamo. Proviamoci insieme! E sarà Natale. (Marcello Capasso – coordinatore CS)

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