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In dialogo con… l’Avv. Yuri Calabrese, membro del direttivo nazionale dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC)

DOMANDA – Il 10 febbraio 2021 il Parlamento Europeo, attraverso un’apposita risoluzione, ha esortato gli stati membri a varare misure di sostegno e recupero per il settore sportivo, anch’esso duramente colpito dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da covid-19. Calandoci in una realtà più strettamente territoriale, quali sono secondo lei le problematiche più urgenti legate al mondo dello sport in generale e dell’impiantistica sportiva e quali le misure che le istituzioni dovrebbero adottare per limitare i danni e migliorare la situazione?

RISPOSTA – Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, l’attuale pandemia di COVID-19 colpisce in modo sproporzionato i giovani, i quali rischiano di subire ripercussioni negative gravi e durature per quanto riguarda la loro situazione economica, la loro salute e il loro benessere, compresa la mancanza di opportunità di istruzione, volontariato e formazione in una fase cruciale del loro sviluppo.

Considerando che i giovani sono stati al centro di attività solidali per rispondere alle esigenze delle loro comunità di fronte alla pandemia di COVID-19, dalla realizzazione di campagne di sensibilizzazione all’impegno in prima linea nel quadro di solidarietà e ad altre iniziative di volontariato, che gli effetti psicosociali della COVID-19 incidono sulla salute mentale dei giovani e sulla loro capacità di socializzazione a causa di fattori immediati e a lungo termine, la mancanza di attività ricreative e di vincoli sociali hanno un effetto sproporzionato sui bambini e sui giovani.

Ecco che l’impatto della pandemia sullo sport e sulle attività sportive e ricreative di base diventa devastante e che la sopravvivenza di numerose associazioni sportive, a cui è demandata dallo Stato la didattica sportiva, è a rischio, in quanto si tratta di associazioni essenzialmente senza scopo di lucro che operano per lo più su base volontaria che, pertanto, non dispongono di alcuna riserva finanziaria

Bisognerebbe capire che lo sport svolge importanti funzioni sociali, ad esempio promuovendo l’inclusione sociale, l’integrazione, la coesione e valori quali il rispetto e la comprensione reciproca, la solidarietà, la diversità e l’uguaglianza, compresa la parità di genere; che lo sport e le attività di volontariato associate possono migliorare la salute fisica e mentale e l’occupabilità dei giovani in particolare, nonché contribuire a tenere i giovani lontani dalla violenza, compresa la violenza di genere, dalla criminalità e dal consumo di droga.

Inoltre, bisognerebbe sottolineare da più parti che lo sport e l’esercizio fisico sono particolarmente importanti nelle circostanze dettate dalle pandemie, in quanto rafforzano la resilienza fisica e mentale; secondo i dati disponibili, se il confinamento ha indotto alcune persone a praticare con maggiore frequenza e in modo più attivo alcuni sport individuali, dall’altra parte, si è preoccupati per la mancanza di attività fisica in gruppo, osservata tra molti giovani durante il confinamento, e per le possibili conseguenze per la salute pubblica a causa della mancanza di socialità.

Infatti le arene e gli stadi sono al centro del tessuto sociale dello sport e degli ecosistemi culturali delle nostre società, pertanto consentire la riapertura di tali luoghi è fondamentale per la salute e il benessere dei nostri cittadini e per la ripresa economica, sia ora che in futuro. La socialità e lo sport sono fenomeni che hanno tanti punti in comune, che si intrecciano a tutti i livelli, ma soprattutto tra i giovanissimi. Abbiamo il dovere di ricostruire, anche attraverso norme moderne, la legislazione dello Sport, una politica sportiva in discontinuità con il passato, che segua principi e valori al passo coi tempi. Questo nuovo percorso, sicuramente tortuoso e difficile, potrebbe consentire alle nuove generazioni di rimettersi al passo con i loro coetanei europei, per non parlare del mondo dello sport americano, avanti anni luce rispetto al nostro. In altri paesi europei esistono organismi governativi completamente autonomi che si occupano di promozione dello sport per tutti. Lo sport di cittadinanza è unanimemente riconosciuto e favorito attraverso strutture pubbliche. In Paesi come la Francia, la Germania e l’Austria, prevale un modello di sport con un forte finanziamento pubblico, le politiche sportive prevedono la presenza dello Stato. Crederci è l’obiettivo per il futuro, cambiare radicalmente l’approccio alla cultura sportiva di base la sfida più difficile, ma attraverso le competenze e la dedizione possiamo giungere ad una riforma epocale del mondo dello sport di base, che dopo il coronavirus permetta di ridisegnare un modello di sport totalmente nuovo rispetto a quello attuale, più equilibrato e più attento al sociale.

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