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Convivere con il Covid-19: questione di responsabilità


Che cos’è il Covid-19? Ormai lo sappiamo bene. È un nuovo Coronavirus, cioè una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS- COV-2 (Coronavirus 2 da sindrome respiratoria acuta grave), appartenenti alla famiglia dei Coronavirus. Dunque, un’influenza. Anzi, qualcosa di più. Lo abbiamo capito di settimana in settimana.
Chiediamoci: che cos’è stata l’influenza spagnola? Dobbiamo risalire a un secolo fa, al 1919. È stata una pandemia influenzale, insolitamente mortale, che fra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone in tutto il  mondo. Uccise prevalentemente giovani adulti sani. Ricordiamo che già nel 1918 il conflitto mondiale era diventato una guerra di posizione: milioni militari, nel vivere a stretto contatto nelle trincee dei vari fronti, favorirono la diffusione del virus.
Quale confronto si può dunque fare, in breve, tra le epidemie del 1919 e quella del 2019?
Le due epidemie al confronto andrebbero paragonate in base alla diffusione del virus e al contagio. Ma, dopo mesi di tragica scoperta e adattamenti imposti dall’emergenza, vengono da farsi altre riflessioni, non tanto di interesse storico. Ci siamo organizzati; i governi in tutto il mondo hanno dovuto affrontare sfide nuove.
Le autorità competenti hanno intanto fornito indicazioni precise per evitare il contagio: bisogna indossare la mascherina, mantenere la distanza dagli altri, lavarsi spesso le mani con sapone o con il gel disinfettante e, in caso di febbre, contattare il medico curante.
Si sa, la prudenza non è mai abbastanza.
Ed essere prudenti significa fare attenzione a noi stessi e, anche quando visitiamo nuovi posti, occorre prestare attenzione nell’incontrare nuove persone, evitando assembramenti. Bisogna essere vigili; bisogna essere coscienziosi. Che cosa vogliamo fare della nostra vita?
È una questione di responsabilità. Significa che oltre a proteggere noi stessi dobbiamo proteggere anche gli altri dal contagio. Se poi una persona risulta essere positiva bisogna mettersi in quarantena. Non ci sono alternative.
Certo è che se la situazione attuale rimane stabile, con il cauto contenimento del contagio, possiamo continuare a vivere le nostre giornate con relativa tranquillità; è chiaro che se la situazione peggiora torneremo al lockdown, rintanandoci nelle nostre case, come abbiamo fatto da marzo a maggio. Sta a noi decidere. (Alessandro Cerrone)

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