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Accogliere l’altro tra libertà e dignità: in ateneo le migrazioni secondo la biopolitica

FISCIANO – Quel che siamo lo sappiamo ogni qual volta sostiano sulla linea di confine, laddove scopriamo l’esser medesimo attraverso l’alterità.
È l’assunto che sarà tematizzato durante l’evento “Frontiere e libertà. Vergogne e dignità.” che coniuga due coppie semantiche e, nella loro suggestiva intersezione, addita una verità inquietante: il ‘diverso’ alberga indomito nel profondo di ogni identità liminare. Basti pensare all’area mediterranea e alle convulse dinamiche migratorie che mobilitano i popoli poveri ed allertano quelli ricchi.
Il sottotitolo dell’evento dà, oltretutto, l’idea delle cose in programma: “Due seminari, due libri in discussione.” Sì, proprio così: martedì 12 e mercoledì 13 novembre gli insegnamenti di Sociologia del Diritto – a cura di Adalgiso Amendola – e Sociologia dello spazio – a cura di Gennaro Avallone – hanno organizzato un doppio incontro di studio.
Il primo incontro – atteso per martedì 12 novembre alle ore 12.30 presso l’Aula SSC 4, con la riflessione-dibattito sul volume “Mai più la vergogna italiana dei lager per immigrati” a cura di Yasmine Accardo e Stefano Galieni”(Left). All’incontro parteciperà anche  Yasmine Accardo (per la campagna “Lasciatecientrare”) e Daouda Niang (Associazione “Senegalesi di Salerno”).
Il secondo incontro – previsto per mercoledì 13 novembre alle ore 14.30 – Aula SSC 10), centra la discussione sul libro “Lungo i confini dell’accoglienza. Migranti e territori tra resistenza e dispositivi di controllo”, curato da Giulia Fabini, Omid Firouzi Tabar, Francesca Vianello (per Manifesto edizioni). Prevista la partecipazione di Omid Firouzi Tabar e Vanna D’ambrosio (ex operatrice Centri di accoglienza – Progetto Melting Pot). (g.f.)

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