Risparmio energetico a Battipaglia: il Comune valuta di aderire ad una Comunità Energetica Rinnovabile
BATTIPAGLIA – L’Amministrazione comunale intende promuovere lo sviluppo di forme di
produzione di energia da fonti rinnovabili. Siccome risulterebbe anti-economico, nonché cosa complessa intraprendere un percorso per costituire in autonoma CER, al fine di ottimizzare i tempi, si è ritenuto opportuno aderire ad una o più CER già costituite.
Avviata una fase conoscitiva. Al Dirigente dei Settori Tecnico e Governo del
Territorio è stato affidato il compito di effettuare uno screening delle potenziali Comunità Energetiche Rinnovabili già costituite, alle quali interessi l’adesione da parte del Comune di Battipaglia.
Lo ha deciso la Giunta comunale con delibera n. 7 dello scorso 15 gennaio.
Lo scenario in cui si agisce – lo si era capito – è quello della transizione energetica e della lotta al cambiamento climatico.
L’Unione Europea, con la Direttiva 2018/2001 U.E., ha introdotto la figura della “Comunità Energetica Rinnovabile” (CER) come entità giuridica che prevede una partecipazione aperta e volontaria da parte di persone fisiche e giuridiche, pubbliche amministrazioni e imprese.
Mediante la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile si può produrre, immagazzinare, consumare, scambiare e condividere l’energia elettrica e termica prodotta dagli impianti a fonte rinnovabile
presenti sul territorio locale, autoconsumando l’energia generata e accumulata. Ciò comporta notevoli risparmi in termini di costi per la fornitura dell’energia e per le altre voci di spesa di norma presenti in bolletta. Il problema è”costituire” ex novo un soggetto che richiederebbe impegni e competenze specifiche. Da qui l’idea di bussare alla porta delle CER locali già attive.
Si mira a dare centralità al cittadino, qui inteso come consumatore/produttore (prosumer), affinché sia garantito un accesso più equo e sostenibile al mercato dell’energia elettrica;
È precisato nell’atto: “Le comunità energetiche rinnovabili sono centrali in tale processo, permettendo alle istituzioni, alle imprese e ai cittadini di creare forme innovative di aggregazione e di governance nel campo dell’energia per creare vantaggi per i singoli e la comunità, sia economici che in termini di qualità della vita e nell’erogazione dei servizi sul territorio.
È un indirizzo che trova avallo nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), adottato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nel giugno 2024, il quale promuove, sostiene ed incentiva
l’attività delle comunità energetiche.
Si legge ancora in delibera: “Facendo ingresso in una CER, il Comune potrà consumare, produrre e scambiare l’energia prodotta collettivamente e quindi ottenere benefici economici, attraverso il meccanismo di incentivazione dell’energia prodotta ed autoconsumata, secondo le disposizioni vigenti in materia e avrà la possibilità di sviluppare una significativa sinergia con la Cittadinanza ed ogni altra struttura del territorio per finalità ambientali.”
L’idea, pertanto, è buona e si spera che quanto prima incontri la realtà.
Si consideri oltretutto che l’eventuale uscita da una CER non comporterebbe spese o formalità amministrative, ma l’attenersi soltanto alle
previsioni statutarie condivise.
(g.f.)



