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Ospedale di Battipaglia: verifiche tecniche in corso, attesa per la riapertura

BATTIPAGLIA – Non resta che attendere. Le ragioni tecniche di sicurezza che hanno indotto la chiusura d’urgenza dell’Ospedale “S. Maria della Speranza” sono le stesse che ora dettano i tempi della sua riapertura. Ci si chiede quando riapriranno i battenti della struttura, una volta verificatane l’agibilità.
Difficile sbilanciarsi in previsioni attendibili.
A chiederlo sono innanzitutto le famiglie dei degenti evacuati, che – insieme al personale in servizio – hanno subìto sulla pelle l’eco dell’emergenza.
Pare ci vorranno almeno tre settimane, ma occorre acquisire riscontro ufficiale.
I Vigili del Fuoco intervenuti nel nosocomio hanno accertato la presenza di lesioni strutturali, tanto diffuse quanto profonde, in un pilastro del reparto di Ostetricia.
Siccome l’ispezione tecnica che in seguito sarebbe stata condotta dall’equipe incaricata si preannunciava incompatibile con l’attività ordinaria svolta nei reparti, si è giunti alla sospensione pressoché totale di tutte le attività. La volontà di agire nel rispetto del principio di massima precauzione, in ottemperanza alla normativa vigente in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, ha di fatto portato l’ASL a sospendere tutte le attività programmate nel presidio e ad avviare il piano di trasferimento temporaneo.
Le verifiche tecniche sono partite già nella mattina di lunedì 3, senza esitazione, dando seguito alle ragioni dell’allarme – ma non erano mancate segnalazioni già nel 2025 – considerando l’evolversi di quella crepa osservata nel pilastro del reparto di Ostetricia, con disallineamento inferiore di circa un centimetro rispetto al livello di soglia, probabilmente a causa di un cedimento procurato da progressivo smottamento del sottosuolo. Bisognerà aspettare il responso dei tecnici.
La criticità rilevata s’inserisce invero in una cronaca retrospettiva di più lunga gittata. Si prende atto della tempestiva gestione emergenziale da parte dell’ASL. L’allarme s’è tradotto presto in un vero piano di fuga quando – nella stessa giornata di domenica scorsa – con nota d’urgenza prot. n. ASLSA-0197865-2026 a firma del Direttore Medico di Presidio del DEA di I Livello, Dott.ssa Alessandra Piro, temendo il peggio, veniva ordinato lo sgombero e il trasferimento immediato dei degenti negli ospedali di Eboli e Roccadaspide. Una disposizione che ha subito trovato drammatica risonanza nei social media; di fatto le operazioni sono state prontamente avviate e concluse in poco più di sei ore, comunque entro le ore 13.00 della stessa giornata di ieri 3 agosto, con grande soddisfazione del direttivo ASL di Salerno.
Si diceva: ora non resta che attendere.
Nel presidio battipagliese sono garantiti al momento soltanto i servizi di primo soccorso e di diagnostica radiologica per gestire le emergenze codificate ai livelli più gravi.
Non mancano, in questi giorni, le denunce e le polemiche da parte delle forze politiche locali nei confronti delle istituzioni cittadine e regionali non solo coinvolte ma, a seconda dei punti di vista, ritenute a vario titolo responsabili della singolare circostanza.
Una cosa è certa: le verifiche tecniche in corso ci diranno quando l’ospedale sarà riaperto; dagli indirizzi politici si saprà se l’ospedale resterà aperto.

(g.f.)

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