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Omaggio a Marano, una mostra per il “vasaio di Cetara”: lunedì 11 la conferenza stampa a Salerno

SALERNO – Poco conosciuto nella sua terra, apprezzato in tutta Italia. Parliamo di Ugo Marano, il “vasaio di Cetara”, i cui manufatti ceramici costellano musei e collezioni private lungo tutto lo Stivale italico. A 15 anni dalla morte, una mostra torna ad esaltarne il genio creativo, accendendo i riflettori nelle sale del suo ‘museo vivo’, il Museo Città creativa di Ogliara proprio da lui ideato – era il 1997 – nel quale si potrà per l’occasione ammirare un ciclo di opere – piatti e mattonelle – rappresentativo di uno straordinario percorso artistico.
Si terrà lunedì 11 maggio la conferenza-stampa sull’esposizione a lui dedicata. Si chiama “Rosso Marano”. La traccia è di per sé evocativa di una cifra stilistica antica bastante a definire la fisionomia dell’artista, sospesa tra richiamo all’arcaico e slancio al futuro.
Interverranno nell’evento di presentazione il Commissario prefettizio straordinario del Comune di Salerno Vincenzo Panico, la nuova direttrice del Museo Città creativa Filomena Daraio, il presidente della associazione promotrice Opificio art Vincenzo Adinolfi e il giornalista Stefano Pignataro, nella doppia veste di vicedirettore di Opificio art.
Appuntamento alle ore 10.30 al Palazzo di Città, nella Sala del Gonfalone.
Il collezionista privato Wabi giardini ha dato collocazione permanente alle sculture di Marano nei suoi spazi outdoor e questa scelta rende oggi possibile l’esposizione di alcune sue opere ceramiche a cura di Gabriella Taddeo, che spiega: “La sequenza di opere in mostra insegue l’Eros come sacra trasgressione ed energia pura che cerca l’estasi. E’ la mente che parla al corpo e gli si avvicina nel suo gioco psicologico e seduttivo per risvegliarlo al di là dei limiti del Super-io e per sperimentare la pienezza dell’esistenza. Ce lo dicono questi esseri stilizzati dai corpi allungati ed immaginari senza identità che prendono vita nei suoi piatti e sull’area delle sue mattonelle. La stessa allusività erotica è anche nella raffigurazione del volatile che troneggiava sulla sua Fontana Felice. Il rosso arriva come eco dalla casa dei Vetti e dalle altre case pompeiane giungendo fino a lui che lo reinterpreta come rosso selenio e lo rende assolutamente contemporaneo, spingendosi verso i confini del linguaggio e dell’esperienza interiore.”
Al termine della conferenza stampa sarà consegnato ai giornalisti partecipanti il catalogo della mostra, corredato di testi ed immagini.

(g.f.)

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