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Donne e cittadinanza: a Fisciano il libro di Cecilia Elia

FISCIANO – Qual è il carattere strutturale dei femminicidi che insanguinano l’attualità e qual è lo strumento politico-culturale più efficace per polverizzarne la matrice patriarcale? Se ne parlerà oggi (17 novembre, ndr) in occasione della presentazione del libro “Chi ha paura delle donne: libertà femminile e questione maschile”, a cura di Cecilia Elia.
Appuntamento in ateneo alle ore 16.00 nell’Aula “Alfonso Catania”.
Promosso dal Dipartimento di Scienze Giuridiche, l’evento invita a sondare i fattori sociali e politici che ancora oggi condizionano l’esercizio della libertà femminile nella dimensione pubblica e privata, per affermare la tesi secondo cui è ancora aperta in Italia una vera “questione maschile”, quella in cui s’addensano temi e motivi maschilisti, scremati da un retaggio patriarcale ritenuto ancora influente. L’Autrice presenta alcuni significativi casi di donne battutesi per l’emancipazione femminile ed analizza gli stereotipi che tradiscono la sussistenza in Italia di un modello socio-culturale in cui il fattore di genere minerebbe lo slancio progettuale volto a riformare la giustizia sociale: idee, proclami e condotte inducono sovente a supporre che l’uomo – quando è in gioco il potere – abbia paura della donna al punto tale da tentare un fallimentare approccio, improntato perlopiù a diffidenza escludente e, nel peggiore dei casi, a resistenza violenta.
Dopo gli indirizzi di saluto di Virgilio D’Antonio (Magnifico Rettore), Francesco Fasolino (Direttore DSG), Ornella Malandrino (Direttirice OGEPO), Martina Sellitti (Associazione Agorà) e Carolina Giorgio (Associazione Agorà), interverranno Mariarosaria Pellizzari (Presidente onorario OGEPO) e Adalgiso Amendola (Presidente “Diritto e Società”). Ad introdurre l’incontro sarà Valeria Giordano
(Università degli Studi di Salerno); a moderare
sarà Antonio Tucci (Università degli Studi di Salerno).
Ricordiamo che Cecilia Elia è Senatrice, Vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché attiva sul fronte politico e culturale su ogni forma di violenza di genere.
Così Elia nel libro: “Tutti i regimi autoritari partono dalla disciplina del corpo femminile, non tutte le democrazie liberano il corpo femminile dal controllo. La piena cittadinanza delle donne è oggi un discrimine, ma è anche una sfida ancora aperta e irrisolta per le democrazie.”

(g.f.)

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