Da Acerno alla Cina, passando per Salerno: la testimonianza cristiana di Angelo Zottoli
SALERNO – Da Acerno alla Cina di fine Ottocento. La parabola umana, religiosa e pastorale di Angelo Zottoli è al centro degli interessi di studiosi e cultori di storia e religione. E sarà anche al centro del convegno di studi atteso per giovedì 11 giugno: l’intento è far conoscere Angelo Zottoli ai cittadini salernitani, restituendo alla comunità la testimonianza di chi seppe costruire un ponte tra Oriente e Occidente.
Appuntamento alle ore 18 presso il Museo Diocesano San Matteo, in largo Plebiscito.
Il tema integrale della lodevole iniziativa è non a caso: “Il missionario Angelo Zottoli – Eredità e attualità di un Gesuita di Acerno nella Cina del Qing”.
Organizzato dall’Ufficio Cultura e Arte dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, l’evento assume un rilievo culturale e sociale notevole in un tempo- il nostro- in cui il dialogo tra i popoli sembra essere una pratica obliata da sopraffazioni e violenza. Dopo i saluti istituzionali affidati all’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, S.E. Monsignor Andrea Bellandi e al Sindaco di Acerno, Massimiliano Cuozzo, interverranno il Prof. Antonio De Caro, storico dell’Università di Zurigo e il Prof. Gianni Criveller, Missionario in Cina e Direttore del Centro Pime di Milano. Ad intervenire, inoltre, saranno la Prof.ssa Lorella Parente, Teologa e Direttrice dell’Ufficio Cultura e Arte e Karol Potolicchio, Consigliere Coordinamento Provinciale dei forum dei Giovani di Acerno.
Così S.E. Monsignor Andrea Bellandi: “L’incontro sul missionario gesuita Angelo Zottoli, a 200 anni dalla nascita, ci aiuta a conoscere meglio un nostro conterraneo che ha svolto un’opera culturale immensa nella Cina di fine ‘800. Autore di moltissimi studi in sinologia e filosofia cinese che lo avrebbero portato a divenire un sinologo di fama mondiale, scrisse un’opera monumentale, in cinque volumi, in cui tradusse in latino moltissimi testi della lingua e della cultura cinese, dalla retorica alla letteratura, dalla filosofia sino alla cosmologia. Significativo il fatto che un altro missionario nella Cina del ‘900, avrà legami stretti con la nostra Diocesi, ovvero Gaetano Pollio, che – dopo l’espulsione dalla Cina – dal 1969 al 1984 divenne Arcivescovo di Salerno”.
Ha osservato la Prof.ssa Lorella Parente: “Nel territorio salernitano, la figura di Angelo Andrea Zottoli resta ancora oggi poco conosciuta, nonostante il valore straordinario del suo contributo culturale, scientifico e umano. Eppure, questo gesuita originario di Acerno – al quale è dedicata anche una strada nel centro di Salerno – è stato uno dei più importanti mediatori tra la civiltà occidentale e il mondo cinese nel XIX secolo. Missionario e intellettuale, padre Zottoli dedicò la propria esistenza all’incontro tra mondi culturali differenti, ponendosi nel solco della grande tradizione inaugurata da Matteo Ricci (1552 – 1610). La sua esperienza nella Cina della dinastia Qing si caratterizzò per una profonda capacità di inculturazione: apprendere la lingua, condividere i codici culturali locali, riconoscere nell’altro non un avversario da conquistare, ma un interlocutore da comprendere e rispettare. In questo senso, il suo stile richiama quella visione della missione fondata sull’incontro, sul dialogo e sulla valorizzazione delle culture, che il Magistero contemporaneo avrebbe successivamente riconosciuto come dimensione essenziale dell’evangelizzazione”.
(g.f.)


